La buccie di arance candite, in siciliano “scorcia r’aranci ‘ncilippati”, rappresentano l’incoronazione dei dolci più famosi della pasticceria siciliana. Esempi più comuni sono la cassata siciliana e il cannolo, simboli internazionali per la nostra terra. In questi dolci infatti il tocco di raffinatezza finale della buccia d’arancia candita completa la loro coreografia.
I broccoletti e i carciofi alla pastella, in siciliano rispettivamente“vrocculi e cacuocciuli ‘a pastetta”, vanno ad aggiungersi alla grande ed antica famiglia del mangiare da strada dei palermitani. A proposito delle cimette di broccoletti della ricetta ricordiamo, ancora una volta, che a Palermo quando si parla di broccoli, in realtà si intende il cavolfiore; mentre ciò che comunemente sono i broccoli noi li chiamiamo “sparaceddi” e più precisamente “sparaciddati”.
Stigghiuola, stigghiola, stigghiuole, italianizzato stigliole sono l’ennesimo cibo da strada tipico dell’ antica cucina siciliana ed in particolare della cucina palermitana. Cucina povera? Sicuramente si. Tuttavia le associazioni caratteristiche degli ingredienti rispecchiano l’antichissimo cibo da strada della blasonatissima cucina dei buffittieri (i venditori di cibo da strada, nel nostro caso l’odierno “stigghiularu”).
Contrariamente a quanto fa pensare il suo nome, il fico d’India è originario del Messico e si è con molta rapidità diffuso nel bacino del mediterraneo, dove ha trovato un ambiente ideale per il suo sviluppo.
È pianta che sopporta climi molto aridi e caldi, grazie alla grande quantità di acqua che accumula nei suoi tessuti durante il periodo invernale; preferisce terreni sciolti e asciutti.
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La ‘mpanata è una rusticheria tipica della cucina siciliana orientale ed in particolare delle province di Ragusa, Catania e Siracusa. Questa golosità è costituita da un involucro di pasta (per focacce) contenente un’infinità di condimenti.
Secondo la sua forma assume anche i nomi di ‘mpantedda, ‘mpanatigghia (che è un dolce) o ‘mpanatuna.