Liffia di zucchero – glassa di zucchero a freddo e a caldo
La liffia non è altro che la glassa generalmente usata per guarnire dolci siciliani, come ad esempio la cassata siciliana, ’u pupu cu’ l’uova, i buccellatini e altri dolci simili che necessitano di questa guarnitura. Perché questo strano nome?
Cercando sul vocabolario siciliano troverete che questo nome deriva da millàfii, ovvero carezze eccedenti ed affettate: lezii, moine, (carezzare, sviolinare), insomma in siciliano “allisciamento” o lisciare. Infatti se poi cerchiamo liffia troviamo che in alcuni luoghi diviene lafia ma il significato non cambia; in una parola liffia vuol dire lustrata. Miglior nome i nostri avi non potevano attribuire a questo composto che, in definitiva serve proprio per “lustrare” un dolce e renderlo così più…lucido e quindi più coreografico, più presentabile.
Esistono altri tipi di liffia, come ad esempio quella al cioccolato, al limone o all’arancia. Noi vi descriveremo la liffia di zucchero che si può preparare in vari modi ed utilizzare in diverse occasioni: la liffia a freddo viene generalmente usata per decorare dolci, come nella cassata siciliana, ‘u pupu cu l’uovu, i biscotti di San Martino e dolci simili), mentre quella a caldo, serve per lucidare e l’utilizzo più classico lo ritroviamo nella cassata siciliana.
Liffia reale di zucchero – glassa di zucchero a freddo
Ingredienti
250 grammi di zucchero a velo
Due albumi
Mezzo limone
Procedimento
Con una frusta montare per pochi istanti gli albumi, unire lo zucchero a velo e il succo di limone passato al colino. A questo punto montare a neve finché otterrete una massa cremosa, liscia e omogenea. Utilizzare per decorazioni con una piccola saccapoche che potete realizzarla anche con carta da forno (vedi foto).

Un altro sistema per ottenere una glassa di zucchero a freddo è quello di mescolare semplicemente zucchero a velo e acqua (un cucchiaio per volta) e amalgamare finché si ottiene un composto liscio per poi farlo colare sul dolce da guarnire.
Liffia a caldo – glassa di zucchero a caldo
Ingredienti
250 grammi di zucchero semolato
50 ml di acqua
Mettere l’acqua in un tegame e unire lo zucchero e mettere sul fuoco a fiamma dolce. Far cuocere fin quando il composto formatosi forma il filo (in gergo scrive). A questo punto versare il composto nel vasetto di un mixer a immersione e frullare per poco tempo. La glassa ottenuta, quando si sarà raffreddata assumerà il caratteristico colore chiaro e sarà pronto per spennellarlo o spalmarlo con una spatola sul dolce da guarnire
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LA liffia, a caldo,voi dite che va spalmata,quando èfredda.Ma secondo me è inpossibile,perchè si rassoda troppo.
Ciao Rita, certo se la fai raffreddare moltissimo tende ad addensarsi: diciamo che deve intiepidirsi. In ogni caso, se dovesse divenire troppo densa la si può mettere, a bagnomaria, in un recipiente con acqua calda in modo che, rimescolando, giunga alla giusta consistenza. Il ragionamento inverso si farà invece se dovesse risultare fluida, vale a dire la metti a raffreddare in un recipiente contenente acqua fredda.
Addirittura, la glassa così ottenuta la puoi conservare in un barattolo anche per qualche giorno.
A presto
Ricette di Sicilia
come mai con la ricetta di grassa al caldo, una volta raffreddata si linea sulla torta
mettendo delle gocce di limone viene più lucida?
si potrebbe aggiungere scorza di limone?
Ciao Graziella, le spaccature potrebbero essere provocate dalla densità della glassa e, soprattutto, dal fatto che tende ad asciugare velocemente; un accorgimento potrebbe essere quello di coprire il contenitore nel frattempo che la spalmi.
Le gocce di limone più che lucidare sbiancano, ma in ogni caso non si usano per la glassa a caldo.
Ciao Maria, poca scorza di limone grattugiata si.
Ciao, volevo sapere se una volta glassato, il dolce (nel mio caso, un panettone farcito con crema chantilly)possa essere riposto in frigo…..ho sentito dire che la glassa in frigo si scioglie……
Grazie
Ciao Alessandra, puoi mettere tranquillamente in frigo. La glassa di zucchero in frigo tende a rassodare. A presto
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