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Un dolce di Pasqua – U pupu cu’ l’uovu

2 aprile 2009 6.013 views 12 Comments

U pupu cu l’uovu, vuol dire pupazzo con l’uovo. È un dolce di Pasqua, tradizionale siciliano, che viene preparato per i giorni di questa festa e che, in ogni parte dell’isola, assume  forme e denominazioni diverse. Quello che vi proponiamo fa parte della pasticceria palermitana.


È una ricetta comune in tutta la regione, cambia soltanto il nome  da zona a zona così, nel trapanese lo chiamano “campanaru”, nel catanese “cuddura cù l’ova” e in altri luoghi “panaredda” o “palummedda”.
In origine rappresentava un pupazzo (“pupu”) o una colomba che inglobavano l’uovo sodo, ma la fantasia dei pasticcieri lo ha trasformato anche in altre forme. In ogni caso, quel che conta è l’uovo che simboleggia la  Santa Pasqua.
La tradizione dell’uovo pasquale risale a prima della nascita di Cristo. Infatti, più di duemila anni fa, i persiani si scambiavano uova di gallina in primavera in occasione del cambio di stagione. Sempre a quei tempi, addirittura, questi giorni rappresentavano l’inizio di un nuovo anno. Queste usanze, con l’avvento del cristianesimo, si fusero in ogni parte del mondo e l’uovo divenne il cardine dei quattro elementi fondamentali per la vita: acqua, aria, terra e fuoco.
L’uovo diventa così un simbolo di nascita. In sintesi ogni essere umano nasce da un uovo. Non per caso anticamente la ricorrenza di Pasqua veniva chiamata “Pasqua d’uovo”, e veniva festeggiata con uova sode colorate e benedette in chiesa.
‘U pupu cù l’uovu”, al di là delle simbologie, sarà molto gradito dai vostri bambini (e non!) che saranno ben felici di gustarli.
Ingredienti per la pasta
500 grammi di farina 00
150 grammi di zucchero semolato
125 grammi di strutto
2 uova intere
5 grammi di ammoniaca per dolci
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vaniglina (meglio una bacca)
2 cucchiai di latte

Per la glassa

Confetti colorati (diavoletti)
200 grammi di zucchero a velo
1 cucchiaio di rum
4 cucchiai di acqua

 


Procedimento

Preparare le uova sode. Una volta pronte metterle in acqua fredda, per circa dieci minuti, quindi sbucciarle  e farle ben sgocciolare (dovranno essere asciutte) e metterle da parte.
Amalgamare bene tutti gli ingredienti per la pasta. Quando l’impasto sarà ben lavorato si presenterà come una specie di pasta frolla morbida.  Da quest’impatso ricavare sei palline di ugual peso, e con queste confezionare i “pupi cù l’uova”: spianare ogni pallina riducendole ad uno spessore di circa ½ centimetro, inglobare l’uovo sodo, ben asciutto, e comporre la figura che più vi aggrada (cestino, pupazzo, colomba, ecc.). Quando avrete completato le confezioni, aiutandovi con una palettina, adagiarle in  una placca, foderata con carta da forno, e metterle in forno preriscaldato a 180°. Quando i “pupi cù l’uova” saranno cotti metterli a raffreddare.
Preparare la glassa: in una ciotola versare lo zucchero a velo e un cucchiaio di rum e, con una forchetta, cominciate ad amalgamare. Aggiungere l’acqua, un cucchiaio  per volta, continuando ad amalgamare in modo da non formare grumi. Alla fine dovrete ottenere un composto scorrevole che, con un cucchiaio, potrete far colare sui “pupi’ già raffreddati. Infine cospargeteli con i diavoletti colorati e, dopo poco tempo, lo zucchero si sarà rappreso.

Note:
1. Usualmente l’uovo sodo viene incorporato con il guscio. Io preferisco metterlo già sgusciato perché è più gradevole gustare il “pupu” senza preoccuparsi di eliminare la buccia. È necessario però che l’uovo venga completamente ricoperto di pasta, mentre nella versione con il guscio può rimanere coperto parzialmente.
2. La glassa si può anche ottenere montando a neve, con uno sbattitore o planetaria, un albume con ½ limone spremuto, poi si aggiunge, poco per volta, lo zucchero a velo e si continua a mescolare finche non si forma la glassa. Io preferisco quello che vi ho descritto perché, oltre ad essere semplice ed efficace, mi permette di non usare l’albume non pastorizzato.

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12 Comments »

  • mariapia said:

    un tuffo nel passato, ricordi legati alla mia città di origine(Trapani),alla mia infanzia quando la nonna di origine contadina creava i” pupi cu’ l’ova” identici a quello della foto, compresi i “diavulicchi” e io pensavo che le su mani fossero magiche e non sarei mai stata capace di impastare e creare come lei! GRAZIE per queste emozioni MARIAPIA

  • giovanni (author) said:

    Ciao Mariapia. Le tue emozioni ci gratificano e ce ne suscitano atre, che ci stimolano a proseguire su questa strada. Grazie per le tue belle parole e continua a seguirci. Buona Pasqua.

  • DANIELA said:

    Ringrazio di cuore chi la pubblicato…….i miei figli mi han chiesto una ricetta Siciliana,pensavo proprio a questa,ma non credevo di trovarla,grazie.

  • Frank said:

    Questa ricetta mi ha fatto ritornare indietro di 35 anni. La zia Nannina, (quella “schetta”) ce li preparava sempre. Le mie figlie di 21 e 17 anni mi hanno chiesto di preparare le uova colorate come si usa qui a New York. Oggi invece prepariamo i pupi cu l’ova.

  • Giovanni (author) said:

    Ciao Frank
    Siamo felicissimi di raggiungervi anche se siete tanto lontani. Questo mezzo ci fa sentire più vicini a tutti voi, e nello stesso cerchiamo trasmettere ciò che di bello la nostra terra è capace di offrire. Continuate a seguirci. Tanti auguri di buona Pasqua.

  • Giovanni (author) said:

    Ciao Daniela
    Continua a seguirci, vedrai che troverai tante altre ricette che ti possono interessare. Nel ringraziarti augriamo buona Pasqua a te e alla tua famiglia.

  • olga said:

    carissimi il mio problema piu’ grande e’ ottenere una buona glassa mi viene troppo liquida anche se seguo le direzioni che faro di sbagliato? grazie mille

  • giovanni (author) said:

    Ciao Olga
    La glassa che vedi nelle foto è fatta con le dosi indicate. Ma, visto che viene ancora liquida, probabilmente è la grandezza del cucchiaio che usi. Ti suggerisco, a questo punto, di quantificare l’acqua in 35 grammi. se ancora non riesce prova ad aumentare la dose di zucchero a velo. Ti assicuro che dovrebbe riuscire. Facci sapere. Buona Pasqua.

  • Giorgia said:

    ragà x me l’rticolo va bn ka dovreste mettere altre ricette nn sl i pupi cull’ova!!!!!!!!

  • Gabriele (author) said:

    Ciao Giorgia, hai forse qualche difficoltà nel visitare il nostro sito? Non è polemica, mi interessa davvero sapere se trovi difficoltoso scorrere le quasi cento ricette che ospitiamo su questo blog; ci dispiacerebbe davvero se per qualche banale motivo la navigazione risultasse poco chiara o poco intuitiva.
    Mi permetto di darti un suggerimento, da qualsiasi pagina se scorri il blog verso l’alto e clicchi sulla scritta grande “ricette di sicilia” verrai portata alla pagina principale e da li potrai accedere a tutte le ricette, che tra l’altro sono suddivise per categoria.
    Per qualsiasi dubbio non esitare a contattarci.
    Ciao e grazie della visita.

    Gabriele

  • Anna said:

    ciao sono Anna , e anche io sono siciliana trapiantata al nord precisamente a Como , vi volevo fare davvero tanti complimenti per il vostro sito è molto interessante e fatto davvero bene………… le ricette sono quelle originali siciliani! no come quelle taroccate ke si trovano in giro…………….. ancora tanti complimenti , ciao .

  • Giovanni (author) said:

    Ciao Anna
    Come ormai ci accade spesso, quando riceviamo commenti come il tuo, non possiamo non esprimere il nostro compiacimento. I tuoi complimenti ci gratificano per il tempo che destiniamo al nostro hobby preferito: la Cucina Siciliana. Poi, apprendere che i nostri conterranei, e non,ci seguono da tutto il mondo con lo stesso tuo interesse, ci stimola a proseguire su questa strada.
    Le ricette che trovi sul nostro sito, oltre ad essere prima provate, rispettano il più possibile, le tradizioni della nostra celebre cucina. È per questo che possono essere realizzate da chiunque ne abbia voglia. Perciò continua a seguirci poiché avrai ancora da verificare tante altre ricette interessanti. Grazie e a presto.

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