Pane siciliano – prima parte

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 Da oggi vi proponiamo il pane siciliano che vale la pena conoscere perché è una semplicissima prelibatezza che una volta gustata non si dimentica facilmente. Siccome quest’inseparabile alimento per il siciliano, fa ormai parte della sua cultura , tratteremo l’argomento in modo meno sintetico del solito. Alla fine troverete, come sempre, anche le ricette che vi permetteranno di realizzare il pane tipico siciliano.
Il pane siciliano, fin dai tempi remoti, ha sempre rivestito un ruolo primario per l’alimentazione di qualunque ceto sociale. A tutt’oggi la Sicilia è ai primi posti per consumo pro capite nazionale.
Per la storia, ricordiamo che fin dal II secolo a.C., i romani sfruttarono al massimo la principale risorsa della nostra regione: il grano; tant’è che lo storico Polibio di Megalopoli e il geografo Strabone di Amasia, diedero il nome alla Sicilia di   “dispensa di Roma”. A conferma di ciò la famosa definizione di Catone il Censore che diede della Sicilia (che poi Cicerone riprende nelle Verrine):   “cellam penariam reipublicae nostrae, nutricem plebis Romanae” e cioè,  che la Sicilia era la dispensa e il granaio dello stato romano, e la nutrice del popolo di Roma.
Il frumento fa parte della famiglia delle graminacee che, a sua volta, comprende un alto numero di specie. Il grano, originario della Palestina, fu  in seguito diffuso e coltivato presso tutti i popoli antichi. Nell’evoluzione dei tempi giunge fino ai nostri giorni, e oggi  il frumento, nel mondo, si divide in due categorie: grano tenero e grano duro. La loro sostanziale differenza sta nel fatto che presentano caratteristiche geneticamente diverse. Il grano tenero sfarinato viene utilizzato nella panificazione ed è coltivato in zone a clima prevalentemente freddo. Quello duro, più ricco di glutine e di consistenza più vetrosa (dal quale viene ricavata la farina di semola di grano duro), è più diffuso nelle zone più calde, e viene impiegato per la preparazione della pasta. Ricordiamo a tal proposito che  in Italia, per la produzione della pasta, la legge prevede l’uso esclusivo di grano duro.
Il clima favorevole,  la terra generosa della nostra isola  e l’abilità degli agricoltori, hanno permesso di ricavare, da questo semplice e prezioso cereale, la materia prima per prodotti primari come la pasta e il pane. La sapienza e l’arte dei nostri panificatori hanno poi contribuito, in maniera decisiva, alla gran qualità e quantità di forme  che ormai fanno parte delle tradizioni siciliane.
Da sempre, il pane e il Siciliano rappresentano un’unione indissolubile e una tradizione millenaria, che dagli inizi dell’alimentazione sociale giunge fino ai nostri giorni; tanto che, il  rapporto con questo alimento diviene un culto. Basti pensare che noi siciliani usiamo delle frasi proprie del nostro dialetto che esprimono il legame fortissimo con il pane come: “è un pezzo di pane” oppure “è buono come il pane”. Dette così potrebbero significare ben poco, ma se ponderiamo bene comprendiamo ciò che in altri paesi, al di fuori dell’Italia, è difficile pensare. Forse perché il loro pane non è paragonabile a cose buone come da noi.
Come dicevamo, il culto del pane in Sicilia è ancora fortissimo, tanto è vero che, a tutt’oggi, nella nostra regione, si panifica due volte al giorno perché, in fatto di pane, il buon siciliano è molto pretenzioso: in tavola deve avere sempre “’u pani friscu” (pane fragrante di forno).

continua: http://www.ricettedisicilia.net/pane-siciliano/pane-siciliano-%E2%80%93-seconda-parte/

 

 

Comments

  1. Luisa Galimberti says

    Caro signor Giovanni, volevo complimentarmi con lei non solo per il suo blog ( ma la seguo anche su FB ) ma anche per il modo appassionato e da grande comunicatore con cui lei spiega.
    Leggerla è un piacere, la cucina non è solo il luogo dove si cucina, è anche il posto dell’anima, del ricordo, della famiglia.
    Grazie, da una milanese, lei è una grande persona.

    • Giovanni Cardella says

      Gentile signora Luisa, intanto la ringrazio per essere una frequentatrice del sito. Poi la ringrazio ancora per i lusinghieri apprezzamenti che gratificano non poco la mia passione per questo mio hobby. Lei ha percepito ciò che qualche anno fa mi ha spinto a mettere a disposizione, di chi ne avesse voglia, le mie conoscenze riguardanti il mio amore per la cucina.
      È vero, la cucina è il luogo dove i ricordi, gli affetti e le tradizioni familiari, restano per sempre scolpiti nell’animo. È per questo che quando mi accingo a scrivere sul blog il mio primo pensiero è quello di comunicare queste mie sensazioni, sperando che chi legge vada oltre la ricetta. Lei lo ha fatto! Grazie. A presto

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