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Sarde a linguata

19 dicembre 2008 14.524 views 2 Comments
Prodotti Tipici Siciliani

 

Un altro piatto il cui ingrediente principale è questo straordinario pesce azzurro.
Anche in questa ricetta ritroviamo l’accostamento fra cucina ricca e povera. Infatti, il piatto non è altro che la modifica  di quello, più prelibato, servito nelle case nobiliari Siciliane.


Le sarde a “linguata”,  preparate  dalla povera gente, davano a questi la sensazione di mangiare un pesce più raffinato, almeno nella somiglianza. In realtà, le sarde, così preparate hanno la parvenza  di sogliole ( in lingua portoghese, linguado vuol dire sogliola). Il fatto di mettere poi il pesce a marinare nell’aceto o nel limone prima di friggerlo,  è il solito antico rimedio per aggiustare il gusto del pesce che, per risparmiare, veniva acquistato di scarsa qualità, insomma non era freschissimo. Questo accorgimento però conferisce  al piatto quel suo caratteristico sapore.
Ingredienti

800 grammi di sarde
Aceto bianco q.b., oppure, se preferite, succo di limone (serve per marinare le sarde)
Farina di grano duro q.b. (serve per infarinare il pesce)
Sale q.b. (serve per spolverare la pietanza già pronta)
Olio per friggere
Procedimento

Pulire le sarde, privarle delle teste, diliscarle per bene, aprirle a libro, sciacquarle,  sgocciolarle e metterle a marinare con l’aceto (o, se preferite, potete usare anche il succo di limone) in una terrina, per circa un’ora.
Passato il tempo, toglierle dal liquido e asciugarle, quindi passarle a farina e friggerle in olio ben caldo.  Adagiarle su carta assorbente da cucina e spolverare una presa di sale.

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2 Comments »

  • benedetta said:

    così le faceva mia nonna!!!
    ne preparava sempre in più, perché quelle che rimanevano venivano poi fatte in agrodolce con la “cipuddata”. si soffriggevano in olio d’oliva le cipolle e si aggiungevano quasi alla fine olive e capperi, si sistemavano poi nel tegame le sarde rimaste e vi si versava sopra mezzo bicchierino di aceto in cui erano stati sciolti due cucchiaini di zucchero, coprendo per un minuto e poi facendo evaporare. alla fine si facevano raffreddare in uno “spillongo” e c’era la cena già pronta per la sera…
    complimenti ancora per il sito e per il rispetto che manifestate nei confronti delle tradizioni culinarie siciliane… anche le più povere, come questa.
    a presto, benedetta

  • Giovanni (author) said:

    Ciao Benedetta ci fa tanto piacere ritrovarti e ti ringraziamo per la tua attenzione. La ricetta delle sarde a linguate proviene da mia nonna, a conferma di quanto ci dici, compreso la “cipuddata” per quelle che rimanevano. Grazie ancora per i tuoi commenti che soddisfano il nostro lavoro. A presto.

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