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Cassatelle – Cassateddi – Cappidduzzi

26 ottobre 2009 38.673 views 12 Comments
Prodotti Tipici Siciliani

Le cassatelle, “cassateddi” in siciliano, sono dolci tipici del trapanese, e in generale di tutta la Sicilia, cambia soltanto il nome. Nel marsalese, per esempio, prendono il nome di “cappidduzzi” (cappellini). Anche se il termine cassatelle, fa subito venire in mente la cassata siciliana, dobbiamo precisare che sono totalmente diverse e che  hanno soltanto in comune – e non sempre - la crema di ricotta.

Cassateddi,  è un termine siciliano che indica un dolce composto da un involucro, di pasta frolla o simile, farcito in vari modi. Principalmente è la crema di ricotta a farla da padrona, tuttavia come dicevamo, le possiamo trovare farcite anche con  conserva. A Partinico e Lascari, in provincia di Palermo, ad esempio le preparano con una crema di ceci, zucchero, cannella, cioccolato e zuccata e sono altrettanto buone e simili a quelle con la crema di ricotta. A questa crema di ceci, in altre località, come ad Agira, in provincia di Enna, aggiungono le mandorle, mentre a Troina sempre  in provincia di Enna  troviamo le mandorle e sono tipici delle feste pasquali.

Noi vi proponiamo due versioni, la classica che prevede la crema di ricotta e l’altra, altrettanto buona, con la crema di ceci. Vi consiglio di provarle entrambe, non ve ne pentirete! La prova? Eccola: un proverbio siciliano recita: “cù nnappi nn’appi cassateddi i Pasqua”; cioè “chi ne ha avuto ne ha avuto cassatelle di Pasqua”, vale a dire che quando una cosa buona è finita, chi non è ha avuto può restare con….l’acquolina in bocca.

Ingredienti:

per la crema di ricotta
1 kg  ricotta di pecora
700 grammi di zucchero
100 di cioccolato fondente a gocce
100 grammi di capello d’angelo (in mancanza si può usare la zuccata)
La buccia grattugiata di un limone

per la crema di ceci
800 grammi di ceci
300 grammi zucchero a velo
Cacao amaro
100 grammi di capello d’angelo a dadini (in mancanza si può usare la zuccata)
100 grammi di cioccolato fondente a gocce
Cannella

Per la pasta
1 kg  farina di grano duro
150 grammi di strutto
100 grammi di zucchero
2 tuorli d’uovo
2 bicchiere di vino bianco
Olio di arachidi per friggere

Per guarnire
Zucchero a velo q.b.
Cannella in polvere q.b.

Procedimento

Prima di procedere decidete quale crema preparare

Crema di ricotta:

Passare al setaccio la ricotta e amalgamarla allo zucchero, aggiungere il cioccolato, il capello d’angelo a pezzettini,  la buccia di limone grattugiata e metterla da parte.

Crema di ceci:

Mettere in acqua per 24 ore i ceci e poi cuocerli. Per eliminare questo tempo, vi consigliamo di lessare i ceci con la pentola a pressione. Una volta cotti passarli al setaccio e amalgamarli con lo zucchero a velo, poco cacao amaro, cannella, cioccolato fondente, capello d’angelo e mettere da parte la crema.

A questo punto lavorare la farina con lo strutto fin quando siano ben amalgamati, aggiungere  i tuorli, lo zucchero e il vino che basta per ottenere un composto compatto e consistente, quindi avvolgerlo a palla nella pellicola e riporre in frigo per circa un’ora. Trascorso il tempo spianare la pasta sottilmente e ricavare dei dischetti, aiutandovi con un coppa pasta o un piattino da tè, dal diametro di 13 cm circa. Adagiare su una metà dei dischetti la crema, quindi spennellare i bordi, con gli albumi rimasti ben sbattuti, e ripiegare su stessi, in modo da formare una mezza luna. Pressare bene i bordi con le dita ed infine rifinirli con un coppa pasta o con la rotella adatta. Friggere in abbondante olio caldo e, appena dorati, metterli a sgocciolare su carta assorbente da cucina. Infine spolverare con lo zucchero a velo e la cannella.

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12 Comments »

  • trovato giusi said:

    ciao, qualcuno mi dare la ricetta dei cannoli al forno,grazie.

  • Giovanni (author) said:

    Ciao Giusi, che io sappia, nella pasticceria siciliana, i cannoli al forno non sono contemplati, a meno che sia una produzione locale di qualche zona della Sicilia. Consulta qui e troverai qualcosa di simile che potrai farcire con la crema di ricotta. Sperando di esserti stato utile, ti ringrazio per il commento e ti aspetto con altri commenti. A presto.

  • vincenzo said:

    ciao Giovanni , le tue ricerche’ sono favolose. nel mio paese si riepivano pure’ di una crema fatta di fagioli (quelli dal coloro marrone ) .

  • mario said:

    a castelvetrano li cassateddi si chiamano ravioli e si usano come omaggio delle fidanzate alle suocere il giorno del fidanzamento, mai a pasqua…

  • InnocenzoIII said:

    Scusate, ma cos’è il capello d’Angelo? Io ho cercato: Bambagia silicea?
    Dove la trovo? la prossima invasione aliena è prevista per il 2013, nel mentre che faccio?

  • Giovanni (author) said:

    Ciao Innocenzo, intanto complimenti per il tuo simpaticissimo commento, e poi, prima della prossima invasione aliena, puoi impiegare pochissimo del tempo rimanente a consultare questo link (clicca qui).
    A Palermo, in pasticceria, si usa chiamare capello d’angelo quella particolare zuccata che spesso è impiegata in molti dolci, come ad esempio nella cassata siciliana. Speriamo di aver risolto il dilemma. Grazie ancora per la tua sagacia. A presto.
    Ricette di Sicilia

  • angela said:

    ragazzi da provare la versione con i ceci…..na cosa buonissima..non sembrano per nulla ceci…mia madre li prepara e garantisco al 100%…solo che non mette cacao in polvere nella farcitura..aggiunge il cioccolato a pezzi solo quando i ceci già passati si sono raffreddati xchè altrimenti si scioglie e il ripieno diventa troppo scuro.. per impastare usa il vino di casa quello nostrano…non so se sono riuscita a spiegarmi..

  • Salvo said:

    Dalle mie parti i capelli d’angelo sono un dolce fatto con le uove, si cuociono in padella molto sottili, (anche + sottili delle crepes) e poi si tagliano a striscioline molto sottili e si condiscono con miele e cannella! molto buoni ;)

  • Giovanni (author) said:

    Ciao Salvo, conosciamo questo semplice e spettacolare dolce che presto inseriremo fra le nostre ricette, tuttavia, nel palermitano, per capello d’angelo si intende quella particolare zuccata che può tagliarsi in nastri sottili per poi decorare vari dolci. Classico esempio di impiego è nella cassata siciliana. A presto

  • Nidalea said:

    Buon giorno, mi sono appena registrata e oggi proverò a fare le cassatelle e le posterò nel mio blog…speriamo bene
    Nidalea

  • angelina said:

    salve giovanni said il capello d´angelo che forse ti riferisci sopra é la frutta candita che si ottine dalle zucchine della tenerume …altro fantastico piatto del palermitano …io comunque preferisco il riso e pezzettini di cacio cavallo …pero´ é un vero peccato che la tenerume sia in estate …ciaooo e alla prossima

  • Giovanni (author) said:

    Ciao Angelina, il capello d’angelo a cui mi riferisco e questo (clicca qui). Si ottiene con una particolare zucca detta “virmiciddara”, si può ricavare probabilmente anche con la zucchina lunga dei tenerumi e, addirittura, con la buccia del cocomero o il melone bianco.
    Per i tenerumi ti consiglio di cucinarli in estate, surgelarli e quindi mangiarli in inverno. In una giornata fredda è una minestra appropriata che ti fa venir voglia d’estate. A presto

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