Il polpo bollito a Palermo è sinonimo di allegria e spensieratezza. Il polpo bollito è il classico prodotto delle bancarelle che spesso colorano i litorali palermitani.
Ingredienti
Polpo
Olio extravergine d’oliva
Spicchi di limone
Un ciuffetto di prezzemolo
Procedimento
Sciacquare il polpo in acqua corrente. Mettere sul fuoco una pentola capiente piena d’acqua appena salata e, non appena bolle, immergervi il polpo.
La cottura non ha tempi precisi perché dipende da due fattori: la grandezza e la qualità del polpo quindi, possiamo stabilire che il polpo sarà cotto quando, punzecchiandolo con una forchetta, risulterà morbido. Fare attenzione a non farlo cuocere troppo. È più opportuno spegnere il fuoco quando il polpo è al dente e lasciarlo raffreddare nell’acqua di cottura. A questo punto non ci resta che tagliare a pezzetti il polpo e riunirlo in un piatto. Condire con succo di limone, olio e prezzemolo tritato, amalgamare e servire.
Curiosità
Come dimenticare le caratteristiche “putie” di Mondello, la bellissima spiaggia palermitana, dove fra ostriche, impepate di cozze e ricci, il polpo bollito, ancora fumeggiante, troneggiava accanto a spicchi di limone, pronto ad essere gustato in deliziosi bocconcini dall’inconfondibile gusto di mare. La passeggiata fra quelle bancarelle, ormai scomparse, costituiva l’antipasto prima di recarsi in uno dei numerosi ristoranti della zona.
Per fortuna, ancora oggi, nei mercati di Ballarò, del Capo, della Vucciria o del Borgo Vecchio, a Palermo, è facile trovare prelibatezze intramontabili per noi siciliani.
Prima di passare alla semplicissima ricetta vorremmo spendere qualche parola sulla morbidezza del polpo. Anticamente i venditori di polpo prima di procedere alla bollitura lo sbattevano su di uno scoglio. Ciò serviva a sfibralo e quindi a renderlo più morbido. Lo stesso effetto si ottiene riponendolo nel freezer per almeno un paio d’ore.
Esiste ancora un altro metodo derivante da una leggenda metropolitana (che riportiamo per curiosità) secondo la quale sarebbe opportuno immergere nell’acqua di cottura un tappo di sughero. Sara!?
Sembrerebbe tuttavia che questo metodo veniva usato, dai nostri antichi venditori di polpo, non allo scopo di rendere le carni più morbide, ma per evitare scottature alle mani nell’estrazione dei polpi dall’acqua bollente dove erano stati cotti. Infatti per evitare ciò legavano i polpi ad un pezzo di sughero che galleggiava, così che l’estrazione diveniva meno…dolorosa!









“Vugghiutu” è una parola very siciliana, molto siciliana :-).
Io oggi ho cucinato ul polpo bollito… Il procedimento che ho usato è questo: ho toloto gli occhi,e quella cosa dove esce il nero. Poi ho bagnato il polpo nell’acqua che stava bollendo e lotirato sù e giù per 3 volte e poi lo messo a cuocere.. Finito tutto lo tagliato e lo messo nei piatti con il limone.olio extravergine d’oliva e un pò di prezemolo.. 😉 provatecii verrà buonoo..
Fatemi sapere..
Livorno è una città che in qualche modo alla Sicilia somiglia un po’. Per esempio il polpo lo facciamo nella stessa maniera. Anche qui si dice di mettere un tappo di sughero, sostenendo che i tannini del sughero ammorbidiscano il polpo… Avete idea di quanto sughero ci vorrebbe?
Immergerlo nell’acqua bollente due o tre volte è solo per estetica: in questo modo il polpo si arriccia, ed è più bello da vedersi dopo cotto.
Infine suggerisco di non salare l’acqua, perché il polpo è già salato di suo. L’acqua di bollitura non va gettata(SACRILEGIO!)ma usata per fare un risotto di mare. D’accordo anche sul non cuocerlo troppo. Non deve essere tenerissimo, ma un po’ “calloso”, altrimenti di che sa?
infine due parole sulla pesca: c’è una differenza abissale fra i polpi di scoglio, pescati su bassi fondali (ottimi), e i polpi di fondo,”di sabbia” (mediocri).
Bravo silvano! Finalmente leggo sul web un commento competente
Ops Silvestro, scusa!
A Cagliari il polpo bollito si condisce con olio e aceto, anziché olio e limone. È molto migliore. Provare per credere.
La ricetta mia “verificata” è questa ….. e i tempi sono importanti :
Lavare il polpo e strofinar con il sale (come se vi lavaste le mani……
Pentola con l’acqua, salare e mettere sul fuoco, c’è il bollore prendere il polpo dalla testa immergerlo nell’acqua e rialzarlo fuori per tre volte (pura estetica). Dopo la terza volta immergerlo completamente e FARE CUOCERE PER CIRCA 15 minuti. Infilzare in un tentacolo con la forchetta per capire se entra “morbida/al dente ” Ppegnere il fuoco e lasciare riposare fino a quando l’acqua non è tiepida. Uscire il polpo bollito dall’acqua metterlo su un piatto tagliatelo a pezzetti con olio extravergine d’oliva, qualche spicchio di aglio di Nubia a fettine pepe, “prezzemolo a tempesta” e un pò di succo di limone. Presentare il Polipo (polpo) con spicchi di limone a parte in una ciotola (per chi ne vuole ancora spremuto).
Ottima idea se distribuito nei piatti accompagnato da qualche alice marinata con peperoncino …….
E INUTILI !! I PALERMITANI SU TAVULIDDARI !! ED HANNO UNA TRADIZIONE CULINARIA AL TOP IN TUTTO IL MONDO !
Grazie Carlo per le precise delucidazioni ma, sopratutto, per l’apprezzamento sui palermitani che condivido in pieno. Ciao e a presto
PS METTERE IL POLIPO NELLA PENTOLA RISCIACQUATO PER TOGLIERE IL SALE CHE È STATO SFREGATO !!