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‘U Tianu di Aragona – il primo per la Pasqua

30 marzo 2009 10.522 views 6 Comments
Prodotti Tipici Siciliani

 

‘U Tianu di Aragona, è un trionfante primo che viene preparato il Sabato Santo ad Aragona, paese della Sicilia cento orientale alle porte di Agrigento.“Taganu” o “tianu”, in siciliano vuol dire tegame che, per la nostra ricetta, deve essere in terracotta.

Ciò per simulare l’antica usanza che prevedeva l’uso della creta. Infatti, gli ingredienti, venivano sigillati in vasi di creta che, a fine cottura, venivano rotti  per estrarre la pietanza. Si racconta che questo piatto nasce ad opera di una donna che utilizzò tutti i resti della sua dispensa.  Da questo passato discende ‘u tiganu. Piatto sontuoso  della cucina siciliana che si addice ad un giorno di festa come la Santa Pasqua.

Ingredienti

600 grammi di mezzemaniche o rigatoni
Una piccola cipolla
Olio extravergine d’oliva 
500 grammi tritato di carne mista: vitello e maiale 
½ bicchiere di vino bianco
Brodo di pollo         
Sale e pepe q.b.
Un pizzico di cannella
12 uova
50 grammi di caciocavallo grattugiato
50 grammi di burro
50 grammi di parmigiano grattugiato
100 grammi di pangrattato molto fine
500 grammi di tuma

                                                     Pronto (prima di essere capovolto)

Procedimento

 Soffriggere la cipolla tritata, con poco olio d’oliva, e far rosolare bene il tritato di carne; sfumare con il vino e ricoprire con brodo caldo.  Aggiustare di sale e pepe e aggiungere un pizzico di cannella. Incoperchiare e far cuocere a fiamma dolce fin quando il tritato non sarà asciutto.
Sbattere le uova assieme al caciocavallo grattugiato, aggiustare di sale e pepe e aggiungere mezzo mestolo di brodo.
Lessare la pasta al dente (dovrà ancora cuocere) amalgamarla bene con il burro, il parmigiano e metà delle uova battute.
Imburrare e foderare, il fondo e le pareti di un tegame in terracotta, con il pangrattato. A questo punto versare una parte di pasta, in modo da formare un primo strato, quindi ricoprirlo con fette di tuma tagliate sottilmente, passate ad uovo battuto. Formare un altro strato con il tritato di carne e ancora sopra un velo di uova battute. Procedere in questo modo fino all’esaurimento degli ingredienti e, comunque, l’ultimo strato dovrà essere composto da tuma. Completare ‘u taganu versando il rimanente battuto di uova, in modo da colmare fino ai bordi del tegame tutte le insenature della pasta.
Preriscaldare il forno  a temperatura alta ed infornare. La superficie dovrà risultare ben compatta e asciutta. Mettere ‘u taganu a riposare per cinque minuti quindi capovolgerlo su di un piatto da portata. Ecco pronta questa bionda golosità che allieterà il vostro giorno di festa!

                                                       Capovolto, pronto per essere servito

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6 Comments »

  • Maria Raciti said:

    Salve ,

    sono Maria, siciliana purissima…

    vorrei fare il tigano d’aragona domenica.Mi sembra un piatto superlativo! Potete darmi le giuste proporzioni per 6 persone?
    Complimenti per il sito,l’ho aggiunto ai miei preferiti

    Grazie ed a presto

  • Giovanni (author) said:

    Ciao Maria “‘U tianu di Aragona” è un piatto sontuoso che merita di esser gustato in un giorno di festa. La ricetta pubblicata, quando l’abbiamo realizzata, a tavola eravamo in cinque e ne è rimasta un bel pò. Quindi va benissimo per sei persone non dimenticando che è un piatto “sostanzioso”. Facci sapere e a risentirci.

  • Filippo Pulselli said:

    Questo magnifico piatto lo preparavano mia nonna materna e mia mamma,la quale mi diceva che nei tempi passati per la Santa Pasqua ad Aragona era tradizione che tutti lo mangiassero e chi era benestante lo preparava anche per i poveri.Mia Mamma lo preparava in modo tale che a chi non lo conosceva sembrava un panettone.Adesso che
    ho trovato la vostra ricetta sul web cercherò di prepararlo per la prossima Pasqua.Compimenti e cordiali saluti

  • Giovanni (author) said:

    Ciao Filippo anch’io conosco questo piatto grazie a parenti che vivono nella stessa provincia e quando l’ho provato sono rimasto sbalordito, soprattutto per il gusto ma anche per l’antica usanza che prevedeva l’uso della creta. Infatti, gli ingredienti, venivano sigillati in vasi di creta che, a fine cottura, venivano rotti per estrarre la pietanza. Poi sapere che i benestanti siciliani lo preparavano anche per i poveri la fa divenire ancora più nobile. Mi piacerebbe conoscere il tuo parere quando lo proverai. Nel ringraziarti per i complimenti ti salutiamo e ti aspettiamo. Ciao

  • vudi said:

    si dice “taganu” no “tianu” io sono di quel paese

  • Giovanni (author) said:

    Ciao Vudi, riporto testualmente quanto scritto in premessa della nostra ricetta sul sito:
    “….alle porte di Agrigento.“Taganu” o “tianu”, in siciliano vuol dire tegame che, per la nostra ricetta, deve essere in terracotta

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