Buccellati con marmellata di melone giallo
I buccellati con marmellata di melone giallo sono una variante di quelli più classici preparati in genere con frutta secca. L e varianti di questo dolce infatti sono infinite per forma e misura. A tal proposito, non posso fare a meno di ricordare quando, da ragazzino, proprio sotto casa mia stazionava (davanti alla taverna di “don Cosimo” detto “Pipparieddu” – Peppucio) un tizio che esibiva, nella sua bancarella portatile a mano, la sua merce confezionata molto artigianalmente.
Lui vendeva le sue caramelle carruba arrotolate in piccole formelle di latta, le sue piccole mele caramellate e gli immancabili “cucciddati”. Questi ultimi, pur essendo una specie di buccellati, venivano comunemente chiamati “ammarra panza” ovvero imbarazza stomaco, forse per la fattura grossolana e per gli ingredienti che apparentemente sembravano fichi e chissà cos’altro. Fatto sta’ che noi eravamo ghiotti di questi pseudo buccellati.
Quelli che vi proponiamo sono tutt’altra cosa, diversi dai tradizionali ma altrettanto sfiziosi per la vista e per il palato.
Ingredienti per la pasta frolla
1 kg farina 00
3 tuorli
300 grammi di strutto
200 grammi zucchero semolato
Una bustina e mezzo lievito per dolci
Mezzo bicchiere (da vino) di cognac
Latte q.b.
Un pizzico di sale
Ingredienti per il ripieno
1 kg di melone giallo (al netto della buccia)
1 kg di zucchero semolato
1 kg di mandorle tostate, pelate e tritate
300 grammi di zuccata tagliata a dadini
300 grammi cioccolato a gocce o a scaglie
Un pizzico di cannella in polvere
Per guarnire
Albume d’uovo
Diavoletti colorati
Zucchero a velo
Procedimento
Impastare la farina, lo zucchero e lo strutto, unire i tuorli ed il cognac. Lavorare l’impasto facendo attenzione a non manipolarlo per troppo tempo, ciò per evitare che divenga troppo morbido. Amalgamare infine, a lavorazione quasi ultimata, con un pizzico di sale e il lievito sciolto in poco latte, quindi formare una palla, avvolgerla in un panno, o in pellicola e riporla in frigo per qualche ora.
Mettere in un tegame a bordi alti il melone tagliato a pezzi e lo zucchero, far cuocere a fuoco moderato mescolando con un cucchiaio di legno fin quando il tutto sia ben denso (dovrà essere una marmellata). Se la densità non vi soddisfa potrete aggiungere pochissima fecola di patate o maizena sciolta in pochissima acqua fredda che aiuterà ad addensare la marmellata. Una volta pronta farla raffreddare quindi amalgamarvi la zuccata, il cioccolato fondente e un pizzico di cannella.
Stendere la pasta frolla in una sfoglia non troppo sottile, ricavare dei rettangoli e distribuire al centro di ogni rettangolo un cucchiaio di farcia. Avvolgere la pasta su se stessa in modo da formare dei rotoli. Incidere la superficie in due, tre punti e piegare leggermente ad arco ogni pezzo. Noi invece li abbiamo ricavati ripiegando su se stessi i rettangoli con la farcia e abbiamo ritagliato i bordi con una rotella.
Spennellare la parte superiore dei buccellati con l’albume battuto, mettere i diavoletti in un piatto e adagiarvi i buccellati dalla parte spennellata: in questo modo i diavoletti rimarranno ben aderenti. Disporli su una teglia foderata di carta da forno e cuocere in forno preriscaldato a 200° per 20 – 30 minuti. Lasciarli raffreddare, spolverare con zucchero a velo e servire.
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grazie per la ricetta dei cucciddata con il melone giallo.ormai siete diventati il mio punto di riferimento quando ho voglia di sentire il sapore della mia terra.
Ammarra panza!!!!
Me ne parla mio padre, ma non sono mai riuscita a capire che cosa fossero.
Quindi era un dolce o qualche cosa di simile?
Mio padre mi parla pure della “petrafennula” che però ho trovato nel periodo natalizio da Cappello.
Cose di altri tempi ma da riscoprire per salvaguardare le nostre tradizioni.
Grazie
Donatella
Ciao Donatella l’ammarrapaza e la petrafennula sono due ricettine che fanno parte della nostra scaletta che al più presto pubblicheremo.
Posto che l’ammarrapanza è un buccelato che differisce dal classico nella preparazione dell’involucro, diciamo che nel buccellato è necessario preparare la pasta frolla e gli ingredienti sono più.. ricchi. Nell’ammarrapanza la pastafrolla viene sostituita da una sottile sfoglia composta da farina, un pizzico di sale, zucchero, olio, vino e un pizzico di bicarbonato; la sfoglia viene ritagliata in rettangoli su ognuno dei quali viene distribuito un ripieno composto semplicemente di fichi e uva passa.
La petrafennula, italianizzata in pietrafendola, è un a specie di torroncino a base di zucchero, fichi, arance, mandarini, confetti….. il risultato è una pietra per “denti robusti” ma dal gusto gradevolissimo, un pò come la cubbàita.
Sia l’ammarrapanza che la pietrafennula fanno tuttavia parte dei ricordi: oggi li puoi apprezzare se li prepari in casa perché e difficilissimo trovarli nelle pasticcerie. Proprio come dici tu: “cose di altri tempi ma che fanno parte delle tradizioni della nostra pasticceria.
Ciao. A presto
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