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Castrato alla brace

15 Aprile 2010 By Giovanni Cardella 4 commenti

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Il castrato alla brace è una pietanza tradizionale della cucina palermitana. Nel periodo delle feste pasquali ed in particolare per il giorno di pasquetta, prima festa primaverile,buona parte dei palermitani si recano in gita fuori porta dove organizzano vere e proprie cucine all’aperto, insomma la vera scampagnata.

Ingredienti

Le quantità degli ingredienti in questa ricetta sono molto soggettive, pertanto dovrete adeguarvi alle vostre esigenze

Castrato tagliato a pezzi
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale e pepe q.b.
Qualche rametto di menta
Pangrattato q.b.

Nella ricetta tradizionale va aggiunto anche il succo di limone. Nella nostra ricetta non l’abbiamo adoperato per questione di gusti personali.

Procedimento

Preparare un’emulsione con abbondante olio, sale e menta. Mettere la carne in una grossa ciotola e versare l’emulsione ottenuta in precedenza. Mescolare i pezzi di carne in modo che tutti siano ben unti dell’emulsione. Ripetere per più volte quest’operazione durante il tempo prima della cottura. A tal proposito vi consigliamo di procedere in due fasi, ovvero preparare il castrato la mattina per poi cucinarlo a pranzo. In questo modo la carne sarà ben insaporita.
Preparate la brace che deve essere lenta, cioè non troppo vivace, in modo che la carne venga ben cotta e non bruciacchiata. Vi consigliamo di cospargere sulla brace un po’ di cenere; quest’accorgimento vi consente di attenuare la brace s’è troppo viva.
Riscaldate per qualche minuto la griglia sulla brace, disporla su di un piano, quindi adagiarvi i pezzi di carne che spolvererete di pangrattato (non impanati come si intende tradizionalmente: vedi foto) nel momento in cui fate quest’operazione , cioè subito prima di metterli sulla graticola. A questo punto potete procedere alla cottura, ponendo la griglia ad una distanza ci circa 10 cm. dalla brace

Curiosità

Si respira la prima aria tiepida della stagione e quest’atmosfera conferisce un’aria festaiola, capace di riunire attorno ad una brace improvvisata amici e parenti.
La scampagnata inizia con l’organizzare la ricerca della legna necessaria (alla quale partecipano tutti i conviviali) che alimenterà la brace, essenziale per arrostire il castrato. A questo punto entra in funzione il “fuochista”, l’esperto del gruppo,che provvederà ad accendere il fuoco per ricavare una brace che non dovrà essere troppo violenta e che consenta di arrostire la succulenta carne. Quindi si arriva al culmine della festa, tutti attorno al tavolo improvvisato, per gustare “ù crastu arrustutu” (l’agnello arrostito) che in quest’occasione diviene protagonista della tavola dei siciliani così come nella cucina romana è tipico il cosciotto d’agnello: il rinomato abbacchio romano.

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Commenti

  1. Sonia dice

    15 Aprile 2010 a 17:10

    Che meraviglia!!!!

    Rispondi
  2. anto63 dice

    24 Marzo 2014 a 22:39

    Ma dai x favore, ma come si fà a scrivere “specialità tipica palermitana” una cosa così comune in tutto il sud e non solo, che si mangia da secoli.

    Rispondi
  3. Angelo dice

    21 Aprile 2014 a 14:00

    Anto sará un piatto comune ma i palermitani hanno l’esclusiva post pasto,lasciano i luoghi di una sporcizia inenarrabile,piatti di plastica,cartacce,resti di sedie e tavoli che si portano da casa e poi abbandonato dopo averli autovandalizzati,sono insomma la rovina dei boschi intorno la cittá,dei perfetti incivili….quasi tutti….a parte qualche eccezione….

    Rispondi
  4. Gino dice

    4 Luglio 2014 a 00:04

    caro angelo,
    hai perfettamente ragione quando parli di palermitani incivili, hai descritto perfettamente la situazione.
    sbagli invece quando dici che sono quasi tutti incivili. gli incivili sono pochissimi, meno che pochissimi! ma sono talmente incivili da devastare tanto, tantissimo, più che tantissimo. i palermitani civili, che sono tanti di più, ma molto ma molto di più, si vergognano infinitamente degli incivili e nel frattempo non riescono a rassegnarsi del fatto che qualcuno pensa che non esistono. ma sono tanti, tantissimi.

    Rispondi

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