Passavolanti di Vicari

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La ricetta dei passavolanti di Vicari che pubblichiamo è della nostra amica Pina, originaria di Vicari (Comune in  provincia di Palermo). Pina, assieme alla ricetta, ci narra un suo ricordo di bambina: nei matrimoni locali era tradizione, aggiungere in tavola, ceci e mandorle calìate (abbrustolite al forno) e biscotti fatti in casa per portare allegria in quel giorno di festa.

Ingredienti

1 kg di mandorle sbucciate
4 uova (5 se sono piccole)
una bacca di vaniglia (Pina usa la vaniglina)
800 grammi di zucchero
200 grammi di farina
un buon pizzico di cannella
succo di mezzo limone

Procedimento

Tostare le mandorle e spezzettarle grossolanamente. Mettere le uova e lo zucchero in una ciotola e montare con la frusta finché il composto diviene  ben gonfio e di colore chiaro (circa 15/20 minuti se si procede manualmente). Aggiungere  la cannella, i semi della bacca di vaniglia, le mandorle tostate, la farina,  il succo di limone e amalgamare il composto dal basso verso l’alto.
Oliare una teglia e depositarvi mucchietti, del composto ottenuto, distanziati l’uno dall’altro e fare in modo che stiano bene in piedi. Mettere in forno preriscaldato a 180° per sei minuti nella parte bassa del forno e poi per altri sei minuti nella parte alta. Togliere dal forno, far raffreddare e servire.

 

Curiosità

I Passavolanti, o meglio passavulanti di Vicari fanno parte di quei manicaretti della pasticceria siciliana che – come si legge nel  dizionario sentimentale della parlata siciliana di Gaetano Basile -

 già nel Settecento, ogni monastero produceva quasi fosse un segno distintivo: a Palermo le feddi del Cancelliere, le minni di vergini del Noviziato, le ravazzate con la ricotta di Sant’Elisabetta, il pan di Spagna della Pietà, il bianco mangiare di Santa Caterina, i famosi strunziddi di l’Ancili dei Sett’Angeli, poi diventati gli odierni biscotti Regina (o reginelle); ad Agrigento quel cuscus dolce color verde Islam delle monachelle del monastero di Santo Spirito e i delicati  passavulanti di Vicari. Possiamo dire che non ci fu ordine monacale di ogni angolo della Sicilia che non ebbe la sua piatta (appunto manicaretto o piatto particolare). La piatta più celebre e celebrata rimane ancora oggi la frutta della Mdelle Nobili Signore dell’Ordine di San Benedetto di Palermo. Si erano stabilite nello splendido edificio voluto, attorno al 1410, da Giorgio Antiocheno, Grande Ammiraglio di re Ruggero, affidato al clero greco nel 1221. Solo nel 1435 fu ceduto da re Alfonso d’Aragona alle monache benedettine del vicino convento fondato nel 1191 da Eloisa Martorana. Fu più noto a tutti siciliani per i dolci di pasta di mandorla, retaggio di antichi pasticceri saraceni. Di certo sappiamo, però, che quelle suorine andavano molto fiere del loro giardino ricco di ogni sorta di verdure e di alberi di ogni frutto”… A tal proposito, nella ricetta già pubblicata dei frutti di Martorana, abbiamo descritto l’importanza di questi alberi, addobbati, con frutti di Martorana, in occasione di una visita ecclesiastica invernale, quando gli alberi non producevano frutta. Con l’unità d’Italia e dopo che, nel 1866, il regno sabaudo soppresse gli Ordini, le nobili signore cessarono la loro dolce attività  che divenne patrimonio dei pasticceri palermitani. E non solo.

 

Comments

  1. marte says

    Salve, da poco seguo il vs sito e lo trovo davvero interessante. per quanto riguarda la ricetta dei passavolanti, volevo sapere della farina che uso si fà? fatemi sapere.

    • Giovanni says

      Ciao Marte, per un errore di trascrizione era… saltata la farina. Abbiamo già corretto la ricetta. A presto

    • Giovanni says

      Ciao Connie, hai ragione e… sfuggita la farina. Grazie per avercelo fatto notare. Abbiamo aggiunto l’ngrediente che mancava. A presto

    • Giovanni says

      Ciao Arturo, le vicissitudini giornaliere mi impediscono di essere puntuale e efficiente come al solito. Tuttavia stiamo cercando di miglioreare le perfomance del sito in modo da essere sempre più presenti sul web. Un abbraccio

    • Giovanni says

      Ciao Cristina sempre presente, stiamo lavorando al sito per migliorarlo ulteriormente. Ciò penalizza un poco la pubblicazone di nuovi articoli, pertanto continua a seguirci perchè, in seguito, spero di essere più prolifico. A pretso

  2. Orsila says

    Sono una abitante di vicari e seguo tutte le tue ricette perché sono giuste e ottime, per me che non amo tanto stare ai fornelli. Complimenti e continua così.

  3. ConUnPocoDiZucchero Elena says

    Ciao! Ho appena finito di sfogliare tutte le tue ricette dolci! :) Deliziose! A questo proposito volevo chiederti se per caso tu hai la ricetta per i cutureddi fico, dei biscotti ripieni di fichi che io trovo a Favignana (mio marito è orginario dell’isola, ma non ho mai trovato la ricetta gusta perchè oguno li chiama in modo doverso…) se hai in mente cosa intendo, puoi aiutarmi?
    Grazie!!!! :)
    Elena

    • Giovanni says

      Ciao Elena, in Sicilia è possibile trovare ricette con nome diverso ma sostanzailmente uguali. Il nome di questi dolci che tu chiamo cutureddi, ad esempio, potrebbe essere ciò che ogni comunemente sono i cuddureddi. Quì si apre un mondo perchè questo nome generico si riferisce a tante preparazioni dolci o salate. Fra le mie memorie trovo due dolci che rassomigliano ai tuoi cutureddi: il pasticciotto (ripieno di conserva d cedro) e il buccellato che invece è ripieno, in prevalenza, fichi secchi.
      Ti consiglio di dare uno sguardo a queste ricette presenti sul nostro sito:
      Pasticciotti
      Buccellti con marmellata di melone giallo
      buccellato
      Sono certo che i buccellati con marmellata o i pasticciotti ti possono servire per preparare l’involucro. Per il ripieno puoi usare quello del buccellato. In ogni caso, per il ripieno posso darti gli ingredienti che usano a Custonaci (provincia di Trapani) per preparare i cuddureddi di fichi:
      amalgama1 kg di fichi secchi macinati, 200 gr di mandorle tostate,Scorza d’arancia, Scorza di mandarini,10 gr di semi di anice, 200 gr di zuccata, Marsala “fine secco”.
      Spero di esserti stato utile. A presto

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