Frutti di Martorana – Pasta Reale
Questa ricetta ci viene tramandata dalle suore benedettine del convento della Martorana di Palermo, da cui prende il nome. Con questa pasta le monache confezionavano dei dolcetti a forma di frutta artisticamente colorata. Si racconta che in attesa di una personalità ecclesiastica, abbiano addobbato gli alberi del convento, spogli in quella stagione, con questa frutta simulando quella mancante.
All’epoca questo dolce ebbe talmente tanto successo che superò le mura del convento fino ad arrivare alla corte del re. Da quel momento divenne la “ pasta Riali” (pasta reale).
Oggi la troviamo esposta nelle vetrine dei nostri maestri pasticcieri che esibiscono la loro fantasia in tutte le forme possibili di frutta e anche di altro, come ad esempio le pecorelle di Pasqua.
Ingredienti
1 chilo farina di mandorle
1 chilo di zucchero
250 grammi di acqua
½ bustina di vaniglia
Procedimento
Sciogliere lo zucchero nell’acqua a fiamma bassa sempre mescolando. Non appena lo zucchero comincia a filare, unire la farina di mandorle e la vaniglia. Mescolare bene finchè il tutto sarà ben amalgamato, consistente e il composto si stacchi dal tegame. Quindi togliere dal fuoco e versarlo su un piano di marmo inumidito. Lasciare raffreddare e lavorarla finché non si ottiene un impasto compatto e liscio.
Dare la forma che si desidera e quindi decorarla con colori per alimenti.
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La ricetta che ho avuto da un pasticciere di Palermo varia un po’:
lo zucchero a velo viene mescolato alla farina di mandorle,a questa miscela vengono aggiunti 200 grammi di glucosio e 200 grammi di acqua.
Il glucosio serve a dare elasticità e può essere sostituito con il miele.
Ciao emmeci58
Siamo d’accordissimo con il pasticciere palermitano e ne prendiamo atto. Quello che a noi tutti interessa è il risultato, quindi che ben vengano i suggerimenti, specialmente se dati da professionisti che spesso li annoverano fra i loro “segreti”.
io aggiungo un chiodo di garofano e cannella nello sciroppo!
Ma deve cuocere l’impasto ?
Ciao Enzo abbiamo scritto più chiaramente sull’articolo come procedere.
A presto
Anche quest anno ho preparato i frutti di martorana, nella ricetta che uso io, vi sono aggiunti 100 gr. di glucosio e lo zucchero si usa a velo non semolato.
Ad ogni modo, sono piccole differenze che caratterizzano i vari tipi di realizzazione ^_^
Sono di Palermo e leggendo le vostre ricette posso notare che sono davvero fedelissime alle tradizionali, anche mia nonna le fa così! Quindi non vedo l’ora di provarle anche io.
Effettivamente ci sono due versioni per la produzione della pasta reale. Una è quella descritta qui. Io invece uso la ricetta a freddo, partendo però da una ottima farina di mandorle.
Se gradite, passo il mio procedimento:
1 kg di farina di mandorle
1 kg di zucchero a velo
100 gr. di glucosio
(80/110)gr. di acqua. L’acqua è indicativa perchè dipende da quanto ne assorbe la farina
Si mescolano bene la farina e lo zucchero a velo. SI aggiunge il glucosio e pian piano l’acqua fino ad ottenre un impasto consistente tipo frolla.
La riuscita a mio avviso dipende proprio dalla qualità di mandorle che dovrà contenere anche in percentuale la mandorla amara che darà alla farina quel tipico sapore.
Ciao Cinzietta grazie per l’alternativa, che resterà a disposizione di tutti coloro che la volessero realizzare.
A presto
ciao ragazzi io lavoro la pasta reale la mia ricetta a catania e diversissima……………..mi sto specializzando a far frutta spero di riuscirci.con l’aiuto del mio responsabile…………me lo auguro
Ciao Rosita, noi siamo sempre disponibili a conoscere gli usi di tutto ciò che riguarda la nostra terra. Quella da noi descritta è in uso nel palermitano. Ci farebbe piacere, e nello stesso tempo ci incuriosisce sapere dove sta la diversità nella preparazione. Se lo riterrai opportuno descrivicela in un prossimo commento. Nell’auguranti ogni bene per la tua professione, ti salutiamo. A presto.
Ricette di Sicilia
L’ho sempre detto che Livorno ha qualcosa di Sicilia (del resto, sempre Mediterraneo è!).A Livorno esistono i “fruttini” di pasta di mandorle, che tradizionalmente si mangiano il 2 novembre. La ricetta non la so, ma il sapore è uguale alla frutta martorana, e quindi non credo sia molto diversa. Nell’aspetto differiscono solo perché sono di piccole dimensioni, più o meno come una noce, e rappresentano quindi frutti miniaturizzati. Sul perché poi si mangino il giorno dei morti, c’è certamente qualche motivo connesso alla fertilità, ma lasciamo perdere discorsi troppo impegnati. Saluti a tutti.
ciao a tutti,sono angela io la frutta martorana come buona siciliana la preparo e tra gli engredienti sopra elencati aggiungo 16 goccie di olio di cannella e 8/15 goccie di olio di mandorla amara quello a vs gusto.
Ciao
abito a pisa e non trovo facilmente la farina di mandorle,basta macinare le mandorle per ottenerlo?
Grazie
Ciao Parisa, ti do la ricetta per ottenere la pasta di mandorle, queste sono le proporzioni: 300 grammi di mandorle pelate, 400 grammi di zucchero semolato, 1 dl circa di acqua.
Prima di cominciare usa questo accorgimento: metti le mandorle pelate nel freezer per almeno tre ore. Questo ti consentirà di non ridurle in poltiglia nella fase di tritatura. Poi, in un robot da cucina con le lame, riduci a farina le mandorle insieme ad un po’ dello zucchero semolato. Ottenuta la farina procedi come descritto nella nostra ricetta.
In ogni caso, tieni presente che, se vorrai, la farina di mandorle la possiamo fornire noi. Basta richiederla sula nostro sito “La Putia di ricette di Sicilia” . Questa è la mail dove potrai richiederla: info@ricettedisicilia.com
A presto
Ciao! Grande per questa ricetta,
ti abbiamo linciato nel nostro post, dedicato a Hugo Cabret e alla frutta martorana.. un’accoppiata originale! A presto!
http://www.nonsolopizzaecinema.com/2012/03/hugo-cabret-la-magia-del-cinema-e-la.html
Ciao Audrey, grazie anche per l’accoppiata con questo bel film! A presto
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