Chiacchere di Carnevale

Le chiacchiere sono dei dolci tradizionali del carnevale. Sembrerebbe che gli antichi romani, in onore delle divinità protettrici della fertilità agricola, confezionassero qualcosa di simile che chiamavano “frictilie”.
Questi dolcetti, comuni in tutte le nostre regioni, differiscono soltanto nel nome: in Sicilia chiacchiere, così come e in molti altri luoghi d’Italia, ma anche gnocculi, scocche o zippule.
In ogni caso, sia cenci che frappe, rosoni o sfrappole, zeppole, crogetti, cioffe, intrigoni, sprelle, bugie, ecc., sono delle bionde e croccanti ghiottonerie protagoniste del carnevale in Italia.
Ingredienti
1 chilo di farina 00
4 uova
11 cucchiai di zucchero
Un bicchierino di cognac o rum
100 grammi di burro sciolto ma non caldo
Buccia di un limone grattugiato
Una bustina di vaniglia (ancora meglio se i semi di una bacca di vaniglia)
Un bicchiere (da vino) di latte
Un pizzico di sale
Un cucchiaino di lievito per dolci
Zucchero a velo
Procedimento
Amalgamare tutti gli ingredienti, ad eccezione dello zucchero a velo, e lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.
Con il matterello stendere una sfoglia si circa tre mm di altezza. Tagliare in varie forme con una rotella dentellata e friggere in olio bollente a 180°. Quando saranno ben imbiondite disporle su carta assorbente da cucina e fare raffreddare completamente. Spolverare con zucchero a velo e servire.
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ciao giuli,la tua crema pasticciera è deliziosa,l’ho provata oggi e ho farcito i cannolicchi di sfoglia cosigliati da Giovanni. e’ vero usando l’amido e la maizena risulta più leggere e delicata.
Domani con giulia faremo le chiacchere con i tuoi ingredienti.io li faccio senza latte e lievito. complimenti e buon lavoro i tuoi consigli sono veramente preziosi.
Ciao Maria, anch’io trovo la crema pasticciera fatta così deliziosa. L’ ho imparata da poco ed è di una semplicità estrema. E’ proprio per chi ha poco tempo da dedicare in cucina e non vuole rinunciare a prepararla lo stesso. Per quanto riguarda le chiacchere sono un pò diverse dalle chiacchere che si comprano in pasticceria (molto friabili e sottili, quasi inconsistenti), potrei dire che quelle che faccio io sono quasi dei biscottini, peraltro molto buoni. La ricetta me l’ha data, tanto tempo fa, mia zia Gianna (veneta) e le ho sempre fatte così. Poi è tutta una questione di gusti. Un’altra cosa forse questo commento volevi mandarlo su “Magie in cucina.com” e invece lo hai mandato su “Ricette di Sicilia.net”, ma non fa niente, Giovanni me l’ha passato e ti sto rispondendo da “Ricette di Sicilia.net”. Bacioni Giulia
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